Stress
Stress

Stress
Descrizione
Lo stress, il nemico numero uno della salute, dell'efficienza lavorativa e dell'armonia familiare, va gestito con competenza e capacitá. Poiché non esistono terapie farmacologiche efficaci per curarlo, imparare le strategie antistress mentali e comportamentali é di vitale importanza per chi sente di essere in questa situazione.
E' difficile parlare di stress senza cadere nell'ovvio e non solo perché essendo tutti "stressati" sembra talora di parlare del fatto stesso di essere uomini, ma perché questa definizione sembra oggi includere innumerevoli connotazioni.
La difficoltá risiede nel fatto che il concetto stesso di stress ha assunto significati e contorni sempre piú indeterminati, finendo per indicare una serie di situazioni fisiopatologiche talmente ampia da perdere, talora, la possibilitá di indicarne realmente alcuna.
Oltre a ció, bisogna sottolineare come questo termine abbia finito per indicare, per lo piú, situazioni cliniche legate a problematiche psico-affettive, dimenticandone sovente le strette connotazioni somatiche che sono, invece, all'origine stessa delle enunciazioni sullo stress di Canon (1 910-1 920) e di Selye (1936).
Qualche chiarimento, anche operativo, ci puó forse venire dal recupero dell'uso originario della parola stress. "Stress" deriva dalla terminologia ingegneristica anglosassone e si definisce come "la forza che, applicata ad una struttura data, induce, in funzione della sua intensitá, tensione reversibile oppure deformazione irreversibile (plastica) oppure rottura di quella struttura".
Analogicamente, se riferiamo questa situazione alla struttura psico-fisica dell'uomo, possiamo individuare una fase di resistenza reversibile (o di all'erta), una fase plastica e una fase di rottura.
Ció premesso, é indubbio che per lo piú parlare di stress vuol dire evocare situazioni di conflitto e di tensioni emozionali determinate dalle problematiche relazionali che la vita moderna con sempre maggior frequenza ci impone. E' abbastanza normale perció sentir parlare dello stress indotto dal capufficio, dai figli,dalla moglie o dall'amante e via dicendo.In realtá le cose non sono cosí semplici. Infatti, come abbiamo visto, la nozione di stress ha in sé una certa ambiguitá. Piú correttamente bisognerebbe parlare di stress positivo (eu-stress) e di stress negativo (di-stress). Queste nozioni derivano dalla constatazione, illustrata dal diagramma seguente, per cui una stimolazione modesta di una struttura biologica costituisce un fattore in qualche modo utile ala fisiologia dell'organismo, mentre un eccesso di stimolazione e stress introduce le basi per situazioni scompenso e di malattia.
Questi concetti sono molto importanti perché consentono di capire che da un certo punto di vista lo stress non é evitabile perché legato a stili di vita che la societá ci impone, da un altro punto di vista un po' di stress é persino auspicabile perché ci mantiene piú vivi, attivi, efficienti. Chi non ha sperimentato la difficoltá e la fatica di certe riprese di lavoro dopo le ferie a torto attribuite a vacanze non riposanti. Il problema é esattamente l'opposto: un calo eccessivo di tono si avverte, nel momento della ripresa del lavoro con un aumento del a nostra razione quotidiana di stress semplicemente perché non siamo allenati. Il problema vero dunque non é evitare lo stress, ma mantenersi per cosí dire sulla cresta dell'onda senza lasciarsi sopraffare da eccessi di tensione che ci sfinirebbero.
Nel disegno: Nozione di eu-stress: la patologia si presenta aumentata sia per valori molto bassi che molto alti di stress
Per questo lo stress non va eliminato ma gestito. A questo proposito non sará fuor di luogo ricordare come la consapevolezza di poter contare su strumenti utili al suo controllo (tecniche di rilassamento, di meditazione, di respirazione ecc.) sia di per sé un ottimo metodo per ridurre l'incidenza stessa dello stress.
Un secondo aspetto di non secondaria importanza relativamente allo stress é costituito dalla molteplicitá dei suoi aspetti. Spesso infatti si dimentica che gli stress emozionali non sono l'unica forma di stress cui il nostro organismo va incontro. Tra i tanti ricordiamo lo stress gravitazionale costituito proprio dai fatto di vivere su questa cara vecchia terra che ci tiene legati a lei grazie all'attrazione gravitazionale. Purtroppo peró lo stress gravitazionale é uno dei fattori principali della usura delle strutture articolari e dello sviluppo nel tempo dell'artrosi. Un secondo tipo di stress é lo stress metabolico costituito dall'affaticamento dell'organismo nel lavoro di metabolizzazione e produzione di energia con produzione di pericolose sostanze costituite dai radicali liberi. Oltre a questi ricordiamo appena lo stress meteoropatico costituito dalla brusca solecitazione dell'organismo da parte delle situazioni climatiche estreme come ormai sempre piú di frequente succede in questa bella Italia non piú regione dal clima temperato.
L'impatto sull'organismo di tutti questi fattori di stress é in grado di determinare degli squilibri generali o locali che a loro volta sono in grado di indurre disturbi funzionali o malattie a carico dei piú svariati organi e apparati.
Ma qual é il collegamento che consente allo stress di indurre tutta una serie di patologie nell'organismo?
Quando l'ansia diventa panico
Se le emozioni sono parte integrante della nostra quotidianitá, lo sono certo molto meno quando queste diventano cosí impetuose e assillanti da trasformarsi in vero e proprio panico.
Gli stati d'ansia possono considerarsi una delle situazioni emozionali piú comuni della vita sociale ed affettiva di un individuo. Solo l'intensitá e la ripetitivitá dell'ansia possono far diventare questi stati patologici. Infatti degli episodi ansiosi possono facilmente comparire in conseguenza di precisi fattori di disagio obiettivo o per situazioni chiaramente difficili, in tutti questi casi si puó parlare correttamente di ansia reattiva.
Quando invece il fenomeno ansia si presenta senza l'evidenza della cause scatenanti, puó divenire uno stato di tensione e di malessere profondo che investe l'individuo nella sua "totalitá psicofisica" con disturbi funzionali multipli e sistemici facilmente accertabili.
Queste forme di "ansia patologica" possono presentarsi in modo ricorrente con vere e proprie crisi acute e sintomi ben definiti diventando quindi degli "attacchi di panico".
Se pur negli ultimi anni si siano utilizzati protocolli terapeutici farmacologici con un certo successo, poco si e fatto da un punto di vista di ricerca delle cause del Disturbo Attacchi di Panico.
Riprendendo le osservazioni di alcuni Neurologi e Psichiatri anglosassoni degli anni 60-70 é stato condotto uno studio multicentrico, in collaborazione con l'Universitá di Urbino, che ha fornito dei risultati molto incoraggianti sulla comprensione delle possibili cause scatenanti la sindrome e quindi dei risvolti terapeutici.
In sintesi
Testa
Sotto stress, la testa é profondamente interessata ai cambiamenti che coinvolgono tutto l'organismo.
Aumenta infatti l'afflusso di sangue cerebrale, necessari a sostenere l'aumento della vigilanza e dell'attivitá cerebrale, registrabile con l'elettroencefalogramma (come espressione della desincronizzazione dei ritmi elettrici cerebrali). In questa fase c'é presenza di ritmo B, il ritmo prevale nelle persone ansiose, ma anche in quelle vigili, con l'attenzione rivolta all'esterno e alla rapida ricerca di soluzioni ai problemi di quel momento critico.
Muscoli del viso
L'aumento della tensione dei muscoli pellicciai del viso, importanti per la mimica, conferisce un'espressione rigida, tirata o spaventata. Mentre l'aumento della tensione dei muscoli della masticazione comporta rigiditá della mandibola, che in condizioni di stress cronico puó portare a progressiva usura e accorciamento dei denti. Questo fenomeno, svelato durante una visita dentistica, si chiama bruxismo.
Ghiandole
L'attivitá delle ghiandole salivari, connesse alla funzione digestiva, viene momentaneamente sospesa provocando un fastidio senso di secchezza in bocca. Al contrario viene aumentata l'attivitá dell'ipofisi, ghiandola endocrina che controllando il funzionamento della tiroide, della corteccia del surrene, delle ovale e dei testicoli, scatena considerevoli cambiamenti ormonali e metabolici.
Organi della vista
La pupilla dell'occhio si dilata notevolmente, cosí come i muscoli dell'acccomodamento della vista che sono piú tesi per poter controllare meglio gli avvenimenti esterni da cui puó dipendere "la vita o la morte".
Apparato uditivo
Per lo stesso motivo c'é una grande tensione in tutto l'aparato uditivo, piú attento e pronto a raccogliere eventuali importanti messaggi acustici.
Apparato cardio-circolatorio
Aumenta la frequenza cardiaca (tachicardia).
Aumenta a quantitá di sangue che il cuore pompa a ogni gettata (sistole).
Aumenta la pressione arteriosa.
Tutti questi aumenti di funzione cardiaca pemettono una maggiore quantitá di sangue di affluire al cervello e ai muscoli, organi piú impegnati nei momenti di emergenza.
Muscolatura schelettrica
L'aumento del tono muscolare comporta un accorciamento del muscolo che é cosí piú pronto all'azione.
Apparato respiratorio
La respirazione si fa piú veloce, ma piú superficiale (tachipnea). C'é tendenza a trattenere il respiro.
Apparato tegumentario
Diminuzione dell'afflusso di sangue alla pelle, che diviene piú pallida, fredda e sudaticcia, soprattutto agli arti, superiori e inferiori.
Milza
La milza, contraendosi, spreme tutto il suo sangue di riserva, che contribujrá all'aumento di afflusso cerebrale e muscolare. Quando lo stress é continuo e prolungato, inibisce l'attivitá immunitaria della milza.
Fegato
Blocca la sua funzione digestiva, mentre dai suoi depositi di glicogeno vie, ne liberato e messo nel circolo sanguigno il glucosio, sostanza energetica che deve sostenere lo sforzo muscolare dell'aggressione e della fuga.
Tessuto adiposo
Dal tessuto adiposo si liberano e vengono immessi nel sangue grassi di riserva che, insieme al glucosio epatico, forniranno tutta l'energia necessaria allo sforzo fisico imminente.
Tubo gastroenterico
La diminuzione di afflusso di sangue comporta un rallentamento della peristalsi e derla secrezione gastrointestinare, con conseguente sospensione del processo digestivo.
Surrene
E' la ghiandola piú coinvolta nei meccanismi di reazione all'emergenza e allo stress. Essa partecipa infatti sia con la parte midollare, secernente adrenalina e non adrenalina, sia con una parte corticale, secernente ormoni cortisonici tipo aldosterone e cortisolo. Tutti gli ormoni prodotti da questa ghiandola permettono all'organismo di poter esprimere il massimo delre potenzialitá fisiche e psichiche.
Sistema nervoso autonomo
Il S.N.A. é costituito dall'ortosimpatico e dal parasimpatico, con funzioni in parte complementari e in parte antagoniste. Lo stress crea uno squilibrio di questo sistema, attraverso l'ipeattivazione dell'ortosimpatico e l'inibizione del parasimpatico.
Se l'attivitá dell'ortosimpatico prevale nello sforzo, nell'emergenza e in tutte le situazioni d'ansia, di paura, di stress, quella del parasimpatico é invece predominante nei momenti di quiete, gioia, piacere, nel rilassamento e nel sonno.
Convinzioni reali o immaginarie che generano stress:
- Sono lacerato e logorato da situazioni conflittuali determinate da persone che si aspettano cose diverse da me;
- Devo fare sempre tutto io. Mi vengono assegnati piú compiti di quanti ne possa svolgere;
- Non ne posso piú;
- Non mi é stato chiarito bene che cosa devo fare. Ho responsabilitá lavorative vaghe;
- Mi sento escluso dalle decisioni che influiscono sul mio lavoro;
- Mi sento insicuro quando sono costretto a tare cose diverse di quelle che mi competono;
- A casa non ci si parla piú e quando si parla si grida;
- Al lavoro ho dei superiori e dei collaboratori con cui é difficile comunicare;
- Sono preoccupato quando devo assumermi la responsabilitá di altri colleghi.
La consapevolezza del tipo di stress e di malumore che c'é a casa o in ambiente di lavoro stimola la ricerca di soluzioni adatti a ottimalizzare la tensione e a creare un miglior clima familiare e lavorativo.
Sintomi psicologici e comportamentali dell'esaurimento energetico:
- Rassegnazione e senso d'impotenza rispetto ai problemi che riguardano l'ambiente familiare e di lavoro;
- Senso di apatia, stanchezza e demotivazione rispetto a tutto;
- Recarsi al lavoro di malavoglia o fare le cose con disinteresse;
- Impazienza e facile irritabilitá con i familiari, i colleghi e con i clienti;
- Perdita della memoria, dell'attenzione e della concentrazione con visibile calo dell'efficienza lavorativa;
- Atteggiamenti negativi e ostili verso i superiori e i loro colleghi;
- Assenteismo e/o perdita della sicurezza e della stima di sé;
- Tendenza a giustificarsi ad oltranza e a incolpare gli altri anche quando é evidente la loro responsabilitá.
Fattori che indeboliscono la resistenza allo stress e predispongono all'esaurimento energetico:
- Insicurezza, mancanza di amor proprio, pessimismo, ansia, insonnia;
- Paura di sbagliare e vissuti di abbattimento di fronte alle avversitá;
- Conflittualitá, rigiditá di pensiero, emotiva e di comportamento;
- Solitudine, instabilitá affettiva;
- Obiettivi non realistici;
- Eccessiva specializazzione, maniacalitá ossessivitá, perfezionismo;
- Mancanza di amore, di preparazione e di motivazione verso il lavoro;
- Problemi economici;
- Alimentazione squilibrata anoressia, bulimia, obesitá, diabete, sedentarietá;
- intossicazione da fumo, alcool, psicofarmaci, caffeina e altre droghe;
- Mancanza di cultura dello stress e delle tecniche antistress.
Fattori climatici e microclimatici che abbassano la resistenza allo stress:
- Caldo o freddo eccessivo;
- Vento forte (Scirocco e Föhn);
- Eccessiva umiditá dell'aria;
- Bassa pressione;
- Ionizzazione positiva dell'aria, condizionatori d'aria e inquinamento;
- Nebbia;
- Pioggia con lampi e tuoni.
Come riconoscere e misurare lo stress:
- Avere un'espressione preoccupata;
- Occhi arrossati;
- Sbattere le palpebre con troppa frequenza;
- Avere tic alla testa, spalle, braccia, mani;
- Parlare troppo in fretta;
- Avere repentini cambiamenti del tono di voce e la necessitá di schiarirsela con molta frequenza;
- Fumare una sigaretta dopo l'altra;
- Mangiare con voracitá e troppo rapidamente, senza gustare i cibi;
- Mangiarsi le unghie;
- Avere un'andatura rigida, con tendenza a stringersi tra le spalle e a ingobbirsi;
- Avere il collo e la testa in avanti non in asse con il tronco;
- Muovere nervosamente le gambe e i piedi o le mani anche quando si é seduti.
Segni di stress verificabili attvavevso il tatto e i movimenti del corpo:
- Mani e piedi sempre freddi e sudaticci;
- Un'altra tensione mandibolare, riscontrabile attraverso i movimenti passivi;
- Respirazione superficiale, verificabile attraverso una mano appoggiata sull'addome, che risulterá teso o poco mobile;
- Rigiditá dei muscoli del collo verificabili attraverso movimenti passivi della testa;
- Tensione ai muscoli delle braccia e delle gambe verificabili attraverso movimenti passivi;
- Numerosi punti dolenti, messi in evidenza anche con lievi pressioni delle dita, sono espressione di tensione muscolare profonda.
Altri sintomi che confermano lo stato di stress:
- Fare eccessivo consumo di caffé, dolci e alcolici fuori dai pasti;
- Tendenza a perdere la memoria e la concentrazione;
- Essere troppo irrascibili e irritabili;
- Essere sedentari;
- Fare troppe cose in una volta.
Terapia
I rimedi per combattere lo stress ossidativo
Se é giá presente una malattia di fondo, a esempio ipertensione o lipidi elevati ecc., si deve assolutamente mantenere sotto controllo la malattia di base e, contemporaneamente, si devono rafforzare le difese antiossidanti. Questo significa che si deve privilegiare un'alimentazione ricca di antiossidanti. Credo, tuttavia, fermamente che si debba fare uso di integratori alimentari naturali, perché si é notato e dimostrato che le differenze di contenuto di antiossidanti nell'alimentazione, non si possono controllare in modo semplice.
In generare (non entriamo ovviamente nello specifico dei casi di pertinenza del dietologo) i suggerimenti di base sono:
a. mangiare un poco di meno di quel che si fa di solito;
b. prendere un integratore alimentare mirato;
c. ridurre la sedentarietá con un'attivitá fisica giornaliera costante e moderata.
Gli attacchi di panico
Ci sono alcune tecniche, semplici e facilmente attuabili, che vi potranno aiutare a superare questo fastidioso e limitante problema.
1. Riconoscete l'attacco. Quando arriva, accettatelo per quello che é, sicuramente ne avrete giá avuti altri e sapete per certo che non ne morirete. La parola chiave é "accettare".
2. Siate pazienti con voi stessi.
Chi soffre di attacchi di panico é spesso un perfezionista, lasciate perdere, lasciate andare, lasciate correre. Siate tolleranti con voi stessi, esponetevi alle vostre paure un poco alla volta. Anche se non riuscite a superare quel poco che vi siete prefissi, il semplice fatto di esservi voluti confrontare é un comunque un primo passo. Congratulatevi con la vostra decisione e perseverate con pazienza alla conquista della vostra serenitá.
3. Non spingete la riuscita.
Coltivate la lentezza, cosí non aumenterete a tensione a cui giá siete sottoposti.
4. Quando proprio l'attacco vi prende e vi sentite immobilizzati, cominciate allora a tendere e poi a distendere singole parti del vostro corpo. Questa tensione ritmica, spiega il dottor McCullogh, brucia l'andrenalina che, durante l'attacco, é sempre in eccesso. (C.C.)
Possiamo suddividere le tecniche di guarigione in sette grosse vie:
1. la naturopatia, che utilizza tecniche e mezzi legati alla natura;
2. le terapie manipoative, che utilizzano delle tecniche di massaggio;
3. la vibroterapia, che utilizza gli effetti delle vibrazioni;
4. le terapie nutrizionali, che utilizzano il cibo o la sua assenza;
5. la medicna tradizionale, a cui appartengono le terapie tradizionali delle culture antiche;
6. le terapie filosofiche, che ricercano l'armonia psico-fisica attraverso dei principi delle varie scuole di pensiero spirituale;
7. la biorisonanza, che influisce attraverso il principio delle risonanza.
Vedi anche stress nel dizionario dei termini medici.
Descrizione
Lo stress, il nemico numero uno della salute, dell'efficienza lavorativa e dell'armonia familiare, va gestito con competenza e capacitá. Poiché non esistono terapie farmacologiche efficaci per curarlo, imparare le strategie antistress mentali e comportamentali é di vitale importanza per chi sente di essere in questa situazione.
E' difficile parlare di stress senza cadere nell'ovvio e non solo perché essendo tutti "stressati" sembra talora di parlare del fatto stesso di essere uomini, ma perché questa definizione sembra oggi includere innumerevoli connotazioni.
La difficoltá risiede nel fatto che il concetto stesso di stress ha assunto significati e contorni sempre piú indeterminati, finendo per indicare una serie di situazioni fisiopatologiche talmente ampia da perdere, talora, la possibilitá di indicarne realmente alcuna.
Oltre a ció, bisogna sottolineare come questo termine abbia finito per indicare, per lo piú, situazioni cliniche legate a problematiche psico-affettive, dimenticandone sovente le strette connotazioni somatiche che sono, invece, all'origine stessa delle enunciazioni sullo stress di Canon (1 910-1 920) e di Selye (1936).
Qualche chiarimento, anche operativo, ci puó forse venire dal recupero dell'uso originario della parola stress. "Stress" deriva dalla terminologia ingegneristica anglosassone e si definisce come "la forza che, applicata ad una struttura data, induce, in funzione della sua intensitá, tensione reversibile oppure deformazione irreversibile (plastica) oppure rottura di quella struttura".
Analogicamente, se riferiamo questa situazione alla struttura psico-fisica dell'uomo, possiamo individuare una fase di resistenza reversibile (o di all'erta), una fase plastica e una fase di rottura.
Ció premesso, é indubbio che per lo piú parlare di stress vuol dire evocare situazioni di conflitto e di tensioni emozionali determinate dalle problematiche relazionali che la vita moderna con sempre maggior frequenza ci impone. E' abbastanza normale perció sentir parlare dello stress indotto dal capufficio, dai figli,dalla moglie o dall'amante e via dicendo.In realtá le cose non sono cosí semplici. Infatti, come abbiamo visto, la nozione di stress ha in sé una certa ambiguitá. Piú correttamente bisognerebbe parlare di stress positivo (eu-stress) e di stress negativo (di-stress). Queste nozioni derivano dalla constatazione, illustrata dal diagramma seguente, per cui una stimolazione modesta di una struttura biologica costituisce un fattore in qualche modo utile ala fisiologia dell'organismo, mentre un eccesso di stimolazione e stress introduce le basi per situazioni scompenso e di malattia.
Questi concetti sono molto importanti perché consentono di capire che da un certo punto di vista lo stress non é evitabile perché legato a stili di vita che la societá ci impone, da un altro punto di vista un po' di stress é persino auspicabile perché ci mantiene piú vivi, attivi, efficienti. Chi non ha sperimentato la difficoltá e la fatica di certe riprese di lavoro dopo le ferie a torto attribuite a vacanze non riposanti. Il problema é esattamente l'opposto: un calo eccessivo di tono si avverte, nel momento della ripresa del lavoro con un aumento del a nostra razione quotidiana di stress semplicemente perché non siamo allenati. Il problema vero dunque non é evitare lo stress, ma mantenersi per cosí dire sulla cresta dell'onda senza lasciarsi sopraffare da eccessi di tensione che ci sfinirebbero.
Nel disegno: Nozione di eu-stress: la patologia si presenta aumentata sia per valori molto bassi che molto alti di stress
Per questo lo stress non va eliminato ma gestito. A questo proposito non sará fuor di luogo ricordare come la consapevolezza di poter contare su strumenti utili al suo controllo (tecniche di rilassamento, di meditazione, di respirazione ecc.) sia di per sé un ottimo metodo per ridurre l'incidenza stessa dello stress.
Un secondo aspetto di non secondaria importanza relativamente allo stress é costituito dalla molteplicitá dei suoi aspetti. Spesso infatti si dimentica che gli stress emozionali non sono l'unica forma di stress cui il nostro organismo va incontro. Tra i tanti ricordiamo lo stress gravitazionale costituito proprio dai fatto di vivere su questa cara vecchia terra che ci tiene legati a lei grazie all'attrazione gravitazionale. Purtroppo peró lo stress gravitazionale é uno dei fattori principali della usura delle strutture articolari e dello sviluppo nel tempo dell'artrosi. Un secondo tipo di stress é lo stress metabolico costituito dall'affaticamento dell'organismo nel lavoro di metabolizzazione e produzione di energia con produzione di pericolose sostanze costituite dai radicali liberi. Oltre a questi ricordiamo appena lo stress meteoropatico costituito dalla brusca solecitazione dell'organismo da parte delle situazioni climatiche estreme come ormai sempre piú di frequente succede in questa bella Italia non piú regione dal clima temperato.
L'impatto sull'organismo di tutti questi fattori di stress é in grado di determinare degli squilibri generali o locali che a loro volta sono in grado di indurre disturbi funzionali o malattie a carico dei piú svariati organi e apparati.
Ma qual é il collegamento che consente allo stress di indurre tutta una serie di patologie nell'organismo?
Quando l'ansia diventa panico
Se le emozioni sono parte integrante della nostra quotidianitá, lo sono certo molto meno quando queste diventano cosí impetuose e assillanti da trasformarsi in vero e proprio panico.
Gli stati d'ansia possono considerarsi una delle situazioni emozionali piú comuni della vita sociale ed affettiva di un individuo. Solo l'intensitá e la ripetitivitá dell'ansia possono far diventare questi stati patologici. Infatti degli episodi ansiosi possono facilmente comparire in conseguenza di precisi fattori di disagio obiettivo o per situazioni chiaramente difficili, in tutti questi casi si puó parlare correttamente di ansia reattiva.
Quando invece il fenomeno ansia si presenta senza l'evidenza della cause scatenanti, puó divenire uno stato di tensione e di malessere profondo che investe l'individuo nella sua "totalitá psicofisica" con disturbi funzionali multipli e sistemici facilmente accertabili.
Queste forme di "ansia patologica" possono presentarsi in modo ricorrente con vere e proprie crisi acute e sintomi ben definiti diventando quindi degli "attacchi di panico".
Se pur negli ultimi anni si siano utilizzati protocolli terapeutici farmacologici con un certo successo, poco si e fatto da un punto di vista di ricerca delle cause del Disturbo Attacchi di Panico.
Riprendendo le osservazioni di alcuni Neurologi e Psichiatri anglosassoni degli anni 60-70 é stato condotto uno studio multicentrico, in collaborazione con l'Universitá di Urbino, che ha fornito dei risultati molto incoraggianti sulla comprensione delle possibili cause scatenanti la sindrome e quindi dei risvolti terapeutici.
In sintesi
Testa
Sotto stress, la testa é profondamente interessata ai cambiamenti che coinvolgono tutto l'organismo.
Aumenta infatti l'afflusso di sangue cerebrale, necessari a sostenere l'aumento della vigilanza e dell'attivitá cerebrale, registrabile con l'elettroencefalogramma (come espressione della desincronizzazione dei ritmi elettrici cerebrali). In questa fase c'é presenza di ritmo B, il ritmo prevale nelle persone ansiose, ma anche in quelle vigili, con l'attenzione rivolta all'esterno e alla rapida ricerca di soluzioni ai problemi di quel momento critico.
Muscoli del viso
L'aumento della tensione dei muscoli pellicciai del viso, importanti per la mimica, conferisce un'espressione rigida, tirata o spaventata. Mentre l'aumento della tensione dei muscoli della masticazione comporta rigiditá della mandibola, che in condizioni di stress cronico puó portare a progressiva usura e accorciamento dei denti. Questo fenomeno, svelato durante una visita dentistica, si chiama bruxismo.
Ghiandole
L'attivitá delle ghiandole salivari, connesse alla funzione digestiva, viene momentaneamente sospesa provocando un fastidio senso di secchezza in bocca. Al contrario viene aumentata l'attivitá dell'ipofisi, ghiandola endocrina che controllando il funzionamento della tiroide, della corteccia del surrene, delle ovale e dei testicoli, scatena considerevoli cambiamenti ormonali e metabolici.
Organi della vista
La pupilla dell'occhio si dilata notevolmente, cosí come i muscoli dell'acccomodamento della vista che sono piú tesi per poter controllare meglio gli avvenimenti esterni da cui puó dipendere "la vita o la morte".
Apparato uditivo
Per lo stesso motivo c'é una grande tensione in tutto l'aparato uditivo, piú attento e pronto a raccogliere eventuali importanti messaggi acustici.
Apparato cardio-circolatorio
Aumenta la frequenza cardiaca (tachicardia).
Aumenta a quantitá di sangue che il cuore pompa a ogni gettata (sistole).
Aumenta la pressione arteriosa.
Tutti questi aumenti di funzione cardiaca pemettono una maggiore quantitá di sangue di affluire al cervello e ai muscoli, organi piú impegnati nei momenti di emergenza.
Muscolatura schelettrica
L'aumento del tono muscolare comporta un accorciamento del muscolo che é cosí piú pronto all'azione.
Apparato respiratorio
La respirazione si fa piú veloce, ma piú superficiale (tachipnea). C'é tendenza a trattenere il respiro.
Apparato tegumentario
Diminuzione dell'afflusso di sangue alla pelle, che diviene piú pallida, fredda e sudaticcia, soprattutto agli arti, superiori e inferiori.
Milza
La milza, contraendosi, spreme tutto il suo sangue di riserva, che contribujrá all'aumento di afflusso cerebrale e muscolare. Quando lo stress é continuo e prolungato, inibisce l'attivitá immunitaria della milza.
Fegato
Blocca la sua funzione digestiva, mentre dai suoi depositi di glicogeno vie, ne liberato e messo nel circolo sanguigno il glucosio, sostanza energetica che deve sostenere lo sforzo muscolare dell'aggressione e della fuga.
Tessuto adiposo
Dal tessuto adiposo si liberano e vengono immessi nel sangue grassi di riserva che, insieme al glucosio epatico, forniranno tutta l'energia necessaria allo sforzo fisico imminente.
Tubo gastroenterico
La diminuzione di afflusso di sangue comporta un rallentamento della peristalsi e derla secrezione gastrointestinare, con conseguente sospensione del processo digestivo.
Surrene
E' la ghiandola piú coinvolta nei meccanismi di reazione all'emergenza e allo stress. Essa partecipa infatti sia con la parte midollare, secernente adrenalina e non adrenalina, sia con una parte corticale, secernente ormoni cortisonici tipo aldosterone e cortisolo. Tutti gli ormoni prodotti da questa ghiandola permettono all'organismo di poter esprimere il massimo delre potenzialitá fisiche e psichiche.
Sistema nervoso autonomo
Il S.N.A. é costituito dall'ortosimpatico e dal parasimpatico, con funzioni in parte complementari e in parte antagoniste. Lo stress crea uno squilibrio di questo sistema, attraverso l'ipeattivazione dell'ortosimpatico e l'inibizione del parasimpatico.
Se l'attivitá dell'ortosimpatico prevale nello sforzo, nell'emergenza e in tutte le situazioni d'ansia, di paura, di stress, quella del parasimpatico é invece predominante nei momenti di quiete, gioia, piacere, nel rilassamento e nel sonno.
Convinzioni reali o immaginarie che generano stress:
- Sono lacerato e logorato da situazioni conflittuali determinate da persone che si aspettano cose diverse da me;
- Devo fare sempre tutto io. Mi vengono assegnati piú compiti di quanti ne possa svolgere;
- Non ne posso piú;
- Non mi é stato chiarito bene che cosa devo fare. Ho responsabilitá lavorative vaghe;
- Mi sento escluso dalle decisioni che influiscono sul mio lavoro;
- Mi sento insicuro quando sono costretto a tare cose diverse di quelle che mi competono;
- A casa non ci si parla piú e quando si parla si grida;
- Al lavoro ho dei superiori e dei collaboratori con cui é difficile comunicare;
- Sono preoccupato quando devo assumermi la responsabilitá di altri colleghi.
La consapevolezza del tipo di stress e di malumore che c'é a casa o in ambiente di lavoro stimola la ricerca di soluzioni adatti a ottimalizzare la tensione e a creare un miglior clima familiare e lavorativo.
Sintomi psicologici e comportamentali dell'esaurimento energetico:
- Rassegnazione e senso d'impotenza rispetto ai problemi che riguardano l'ambiente familiare e di lavoro;
- Senso di apatia, stanchezza e demotivazione rispetto a tutto;
- Recarsi al lavoro di malavoglia o fare le cose con disinteresse;
- Impazienza e facile irritabilitá con i familiari, i colleghi e con i clienti;
- Perdita della memoria, dell'attenzione e della concentrazione con visibile calo dell'efficienza lavorativa;
- Atteggiamenti negativi e ostili verso i superiori e i loro colleghi;
- Assenteismo e/o perdita della sicurezza e della stima di sé;
- Tendenza a giustificarsi ad oltranza e a incolpare gli altri anche quando é evidente la loro responsabilitá.
Fattori che indeboliscono la resistenza allo stress e predispongono all'esaurimento energetico:
- Insicurezza, mancanza di amor proprio, pessimismo, ansia, insonnia;
- Paura di sbagliare e vissuti di abbattimento di fronte alle avversitá;
- Conflittualitá, rigiditá di pensiero, emotiva e di comportamento;
- Solitudine, instabilitá affettiva;
- Obiettivi non realistici;
- Eccessiva specializazzione, maniacalitá ossessivitá, perfezionismo;
- Mancanza di amore, di preparazione e di motivazione verso il lavoro;
- Problemi economici;
- Alimentazione squilibrata anoressia, bulimia, obesitá, diabete, sedentarietá;
- intossicazione da fumo, alcool, psicofarmaci, caffeina e altre droghe;
- Mancanza di cultura dello stress e delle tecniche antistress.
Fattori climatici e microclimatici che abbassano la resistenza allo stress:
- Caldo o freddo eccessivo;
- Vento forte (Scirocco e Föhn);
- Eccessiva umiditá dell'aria;
- Bassa pressione;
- Ionizzazione positiva dell'aria, condizionatori d'aria e inquinamento;
- Nebbia;
- Pioggia con lampi e tuoni.
Come riconoscere e misurare lo stress:
- Avere un'espressione preoccupata;
- Occhi arrossati;
- Sbattere le palpebre con troppa frequenza;
- Avere tic alla testa, spalle, braccia, mani;
- Parlare troppo in fretta;
- Avere repentini cambiamenti del tono di voce e la necessitá di schiarirsela con molta frequenza;
- Fumare una sigaretta dopo l'altra;
- Mangiare con voracitá e troppo rapidamente, senza gustare i cibi;
- Mangiarsi le unghie;
- Avere un'andatura rigida, con tendenza a stringersi tra le spalle e a ingobbirsi;
- Avere il collo e la testa in avanti non in asse con il tronco;
- Muovere nervosamente le gambe e i piedi o le mani anche quando si é seduti.
Segni di stress verificabili attvavevso il tatto e i movimenti del corpo:
- Mani e piedi sempre freddi e sudaticci;
- Un'altra tensione mandibolare, riscontrabile attraverso i movimenti passivi;
- Respirazione superficiale, verificabile attraverso una mano appoggiata sull'addome, che risulterá teso o poco mobile;
- Rigiditá dei muscoli del collo verificabili attraverso movimenti passivi della testa;
- Tensione ai muscoli delle braccia e delle gambe verificabili attraverso movimenti passivi;
- Numerosi punti dolenti, messi in evidenza anche con lievi pressioni delle dita, sono espressione di tensione muscolare profonda.
Altri sintomi che confermano lo stato di stress:
- Fare eccessivo consumo di caffé, dolci e alcolici fuori dai pasti;
- Tendenza a perdere la memoria e la concentrazione;
- Essere troppo irrascibili e irritabili;
- Essere sedentari;
- Fare troppe cose in una volta.
Terapia
I rimedi per combattere lo stress ossidativo
Se é giá presente una malattia di fondo, a esempio ipertensione o lipidi elevati ecc., si deve assolutamente mantenere sotto controllo la malattia di base e, contemporaneamente, si devono rafforzare le difese antiossidanti. Questo significa che si deve privilegiare un'alimentazione ricca di antiossidanti. Credo, tuttavia, fermamente che si debba fare uso di integratori alimentari naturali, perché si é notato e dimostrato che le differenze di contenuto di antiossidanti nell'alimentazione, non si possono controllare in modo semplice.
In generare (non entriamo ovviamente nello specifico dei casi di pertinenza del dietologo) i suggerimenti di base sono:
a. mangiare un poco di meno di quel che si fa di solito;
b. prendere un integratore alimentare mirato;
c. ridurre la sedentarietá con un'attivitá fisica giornaliera costante e moderata.
Gli attacchi di panico
Ci sono alcune tecniche, semplici e facilmente attuabili, che vi potranno aiutare a superare questo fastidioso e limitante problema.
1. Riconoscete l'attacco. Quando arriva, accettatelo per quello che é, sicuramente ne avrete giá avuti altri e sapete per certo che non ne morirete. La parola chiave é "accettare".
2. Siate pazienti con voi stessi.
Chi soffre di attacchi di panico é spesso un perfezionista, lasciate perdere, lasciate andare, lasciate correre. Siate tolleranti con voi stessi, esponetevi alle vostre paure un poco alla volta. Anche se non riuscite a superare quel poco che vi siete prefissi, il semplice fatto di esservi voluti confrontare é un comunque un primo passo. Congratulatevi con la vostra decisione e perseverate con pazienza alla conquista della vostra serenitá.
3. Non spingete la riuscita.
Coltivate la lentezza, cosí non aumenterete a tensione a cui giá siete sottoposti.
4. Quando proprio l'attacco vi prende e vi sentite immobilizzati, cominciate allora a tendere e poi a distendere singole parti del vostro corpo. Questa tensione ritmica, spiega il dottor McCullogh, brucia l'andrenalina che, durante l'attacco, é sempre in eccesso. (C.C.)
Possiamo suddividere le tecniche di guarigione in sette grosse vie:
1. la naturopatia, che utilizza tecniche e mezzi legati alla natura;
2. le terapie manipoative, che utilizzano delle tecniche di massaggio;
3. la vibroterapia, che utilizza gli effetti delle vibrazioni;
4. le terapie nutrizionali, che utilizzano il cibo o la sua assenza;
5. la medicna tradizionale, a cui appartengono le terapie tradizionali delle culture antiche;
6. le terapie filosofiche, che ricercano l'armonia psico-fisica attraverso dei principi delle varie scuole di pensiero spirituale;
7. la biorisonanza, che influisce attraverso il principio delle risonanza.
Vedi anche stress nel dizionario dei termini medici.
ATTENZIONE : E' molto importante prendere atto che le informazioni contenute in queste pagine sono a carattere informativo, generico e divulgativo, pertanto devono solamente essere usate a scopo didattico e NON per diagnosi su se stessi ne sugli altri.